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H1: Fair Trade: il valore aggiunto dei prodotti equosolidali

Che cosa rappresentano i prodotti marchiati Fair Trade e perché preferirli ad altri; scopri il valore aggiunto dei prodotti equosolidali.

Fair Trade è sinonimo di solidarietà, di qualità della vita, è il marchio che distingue i prodotti che vengono realizzati rispettando la vita degli agricoltori e dell’ambiente e che certifica il commercio equo solidale.
Dietro il marchio Fair Trade c’è un’organizzazione che certifica a livello internazionale i prodotti e che monitora costantemente le condizioni di vita dei lavoratori dei Paesi in via di sviluppo. Il controllo viene effettuato attraverso standard oggettivi che assicurano innanzitutto un prezzo minimo dei prodotti, salari stabili e dignitosi e una qualità di vita altrettanto dignitosa.
L’ultimo rapporto annuale 2017-2018 di Fairtrade International evidenzia che le vendite globali dei prodotti Fairtrade sono aumentate dell’8%, segno evidente che i consumatori preferiscono acquistare prodotti equo-sostenibili. Grazie alle vendite, a livello mondiale sono stati 178 i milioni di euro destinati alle organizzazioni di agricoltori e lavoratori che hanno potuto reinvestire la cifra per progetti di sviluppo.

Gli standard Fairtrade per i produttori

Fairtrade assicura una qualità di vita e condizioni di lavoro umane che rispondano a determinati requisiti. Lavoratori e agricoltori ricevono una somma aggiunta al prezzo minimo che potrà essere poi investita per migliorare le tecniche produttive oppure per costruire scuole, strade, ambulatori o anche pozzi per l’acqua potabile. Un prodotto marchiato Fairtrade quindi garantisce non solo un prezzo equo al lavoratore ma anche un reddito aggiuntivo da poter investire in progetti che miglioreranno la vita di tutta la comunità.
Recentemente gli standard per i piccoli produttori, che risalivano al 2011, sono stati aggiornati. Gli obiettivi di questi standard sono sempre gli stessi:
  1. Una vita dignitosa e sostenibile. Fairtrade ha innalzato la soglia della partecipazione dei coltivatori su piccola scala di cooperative e piccoli produttori a 2/3. Introdotto anche il limite di 30 ettari per quanto riguarda le dimensioni delle coltivazioni. Questo per evitare squilibri interni alle organizzazioni certificate.
  2. Protezione dell’ambiente. Inseriti requisiti più stringenti per identificare suoli a rischio erosione e per migliorare l’utilizzo dell’acqua. No alla deforestazione e riduzione degli erbicidi e gestione oculata di fitofarmaci.
  3. Uguaglianza di genere per i lavoratori dipendenti. Attenzione alla salute e alla sicurezza sul lavoro, nuovi standard per il lavoro minorile, lavoro forzato e libertà di associazione. Aumentare la partecipazione delle donne nelle aziende agricole.
  4. Utilizzo del premio. Il premio rappresenta uno strumento per portare sviluppo economico; sono i produttori a stabilire come utilizzarlo ma per supportare il processo decisionale, i nuovi standard Fairtrade chiedono alle organizzazioni un’analisi del primo anno di certificazione per identificare le priorità e supportare meglio le scelte future.

Le organizzazioni Fair Trade

Le organizzazioni di produttori Fair Trade sono circa 1600, sparse in 75 paesi diversi tra Asia, Africa e America Latina per un totale di 1,66 milioni di agricoltori e lavoratori coinvolti.

I prodotti Fairtrade

I prodotti Fairtrade sono quei prodotti derivanti dal commercio equosolidale che vengono pagati agli agricoltori un prezzo che non scende mai al di sotto di quello di mercato e non è soggetto alle speculazioni in borsa. I prodotti marcati Fairtrade rispettano l’uomo e l’ambiente, dal momento che vengono pagati in modo da coprire i costi per una produzione sostenibile.

 

Dallo zucchero alla cosmesi

I prodotti fair trade vanno dal cacao allo zucchero fino al caffè, alle bevande, alla frutta fresca e alle piante. Ma il marchio Fair Trade è facilmente riconoscibile anche su molti cosmetici, dal momento che molti degli ingredienti contenuti nei prodotti di bellezza arrivano dal commercio equosolidale.
Olio di argan, burro di cacao, burro di karité, olio di cocco, vengono prodotti in paesi come il Marocco, la Repubblica Dominicana e il Madagascar, da piccole realtà contadine che grazie al controllo Fair Trade non subiscono sfruttamento.
I prodotti della linea Garnier Bio contengono ingredienti provenienti da commercio equosolidale, incidendo positivamente sulla vita di milioni di agricoltori, lavoratori e lavoratrici di Paesi in via di sviluppo. Come avviene ad esempio per l’olio di argan, raccolto e lavorato da cooperative di donne magrebine. L’olio di argan dei prodotti della gamma Garnier Bio proviene quindi da una filiera sostenibile, dimostrando una scelta di responsabilità e di rispetto per l’uomo e l’ambiente.

Fairtrade Italia

A rappresentare l’organismo internazionale nel nostro paese è appunto Fairtrade Italia, marchio di certificazione che dal 1994 assicura il controllo delle filiere dei prodotti provenienti dai Paesi in via di sviluppo.